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Lo Stato Spagnolo per via del Ministero dell’Agricoltura ha fatto costruire finalmente un regolamento per la corretta identificazione e vendita delprosciutto spagnolo iberico, dopo di otto mesi di negoziati difficili ed intense con tutti i componenti del settore e con tutte le regioni della Spagna, con alcune delle quale ci sono stati dei problemi abbastanza grossi, di cui parleremo forse in articoli posteriori.

Gli obiettivi di questa nuova legislazione, che deve essere ancora approvata da il Consiglio dei ministri, consiste nella chiarificazione dell’etichette del prosciutto iberico autentico e non, nell’elminare la confusione che regna sull’argomento tra i comsumatori oggigiorno, e soprattutto nel conservare la purezza della razza iberica, così come nel sorvegliare l’opportuna alimentazione ed il retto allevamento dei suini.

Fino a adesso erano stabilite le denominazioni di prosciutto spagnolo iberico di ghianda; di recebo; di cebo; e di cebo di campagna. Sia iberico puro che semplicemente iberico oppure incrociato.

La nuova normativa stabilirà in futuro soltanto tre categorie secondo all’alimentazione degli animali, e cioè: maiale di ghianda (di ghianda pura oppure sollevato negli ultimi tre mesi di vita soltanto con ghiande della campagna); maiale di cebo di campagna, allevato con biada, ma anche con l’erba e le ghiande; e di cebo, soltanto in base a biada in una fattoria.

Le denominazioni precedenti saranno applicate al suino iberico 100% e pure a quello iberico incrociato (con purezza genetica minima del 50%), informazione che dovrá sempre comparire all’etichetta.

Regolamento del prosciutto spagnolo iberico
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